sabato 1 febbraio 2020

27 gennaio 2020: per non dimenticare!


Come ogni anno la scuola "G.Matteotti" ha organizzato un momento di celebrazione della Giornata della Memoria, istituita con la Legge n 211 del 20 luglio 2020, che ha visto coinvolte tutte le classi del plesso. 
Ogni classe, in base all'età degli alunni,  ha affrontato il tema della Shoah con letture e attività espressive. 
Tutti i bambini sono stati coinvolti nella realizzazione del murale che quest'anno rappresenta un volo di farfalle colorate, a partire da un gruppo di farfalle gialle che ricordano la poesia "La farfalla" che Pavel Friedman scrisse all'interno del campo di concentramento di Terezin, tristemente famoso per essere "il campo dei bambini". 

Il 28 gennaio, poichè il 27 la scuola era chiusa per le Elezioni regionali, tutto il plesso si è riunito nell'atrio dove, dopo un partecipato minuto di silenzio, i bambini e i rappresentanti dei genitori, intervenuti all'evento come ogni anno,  hanno ascoltato alcune pagine del libro "Una lapide in via Mazzini" di Giorgio Bassani, lette dall'architetto Martina Bonora che ha inoltre raccontato la singolare seppur tragica vicenda di Eugenio Ravenna, uno dei cinque ebrei ferraresi sopravvissuti ad Auschwitz.

Alcuni alunni in rappresentanza delle classi più alte, hanno poi letto alcuni brani di prosa o poesie sul tema ed infine i circa 300 partecipanti, hanno intonato un emozionante mix tra le due canzoni ebraiche "Hava naghila" ed "Evenu shalom". 
Alla rappresentazione erano presenti i genitori rappresentanti delle 15 classi, oltre all'architetto Martina Bonora e a Domenico Lugas che ci hanno onorato della loro presenza a questo evento, dopo aver accompagnato le classi quinta A-B nel percorso di "Monumenti Aperti" nell'ottobre scorso.


Tutti i partecipanti hanno indossato una piccola farfalla colorata per rappresentare il valore della Libertà, un bene prezioso, da difendere.


La farfalla
L’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
così gialla, così gialla!
l’ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere di castagno
nel cortile.
Ma qui non ho rivisto nessuna farfalla.
Quella dell’altra volta fu l’ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.
(Pavel Friedman, Praga 1921 – Auschwitz 1944)